Tra fotografia e body art

“Ho sempre considerato la fotografia un medium che permette di mantenere una resa più vicina e fedele di ciò voglio realizzare. Attraverso un mezzo meccanico oggetti e soggetti inanimati e lontani dall’uomo possono assumere una propria spiritualità”. Così Matilde Sambo, prima classificata dell’Art Award 2013 con l’opera intitolata “Metamorfosi”, descrive la sua visione artistica.

Ventenne veneziana, si ispira in particolare all’opera di Francesca Woodman, Marina Abramovic e Bill Viola, cercando al contempo di rielaborarne le poetiche in una direzione più personale. Attratta dalla sperimentazione nella video arte e della body art, in uno degli ultimi lavori affronta il tema della morte come elemento tangibile e corporale. Appassionata di musica, collabora anche con una rivista musicale on-line.